2018-04-29 13:29:34

Al giorno d’oggi i rimedi naturali stanno entrando sempre di più nella vita di tutti i giorni e stanno acquisendo importanza anche tra le comunità medico-scientifiche; spesso infatti vengono prescritte da sole o in associazione alle terapie tradizionali per curare le patologie e i disturbi che maggiormente affliggono la popolazione in modo da limitare o eliminare gli effetti indesiderati dei farmaci o evitare le farmacoresistenze. Nel corso della storia, infatti, i rimedi naturali hanno destato l’attenzione della medicina tradizionale grazie alla scoperta di interessanti attività biologiche e terapeutiche, tanto che, i principi attivi di alcuni di essi sono attualmente impiegati anche come chemioterapici. Per molti secoli, il fungo Cordyceps, della famiglia delle Cordycipitaceae (che include oltre 400 specie), è stato impiegato nella medicina tradizionale cinese.

In questo articolo verranno illustrate le proprietà del Cordyceps, dimostrate attraverso studi scientifici che hanno identificato composti bioattivi dall’attività antinfiammatoria, antimicrobica, immunomodulante, antiossidante, anti-iperglicemizzante e ipocolesterolemizzante, immunomodulatoria, nefroprotettiva, epatoprotettiva, antitumorale. Nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC) e Ayurvedica il Cordyceps viene impiegato da più di 2000 anni anche come tonico ricostituente, per preservare l’energia, per migliorare le prestazioni sessuali e come rimedio naturale contro l’invecchiamento. Per questi motivi, spesso in Cina viene chiamato anche Fungo della Giovinezza. Precisamente, secondo la MTC, l’azione del Cordyceps si concentra sui meridiani dei reni e dei polmoni, sede della vita e dell’energia vitale da cui dipende anche la capacità riproduttiva. Ai reni sono inoltre collegate le ossa, la produzione di midollo osseo e la respirazione polmonare pertanto il fungo si rivela utile anche in patologie che comportano emottisi, come ad esempio la tubercolosi.

 

Il Cordyceps sinensis

Il Cordyceps è un Ascomiceta parassita che, attraverso le sue spore infetta le larve di alcuni insetti ed artropodi; le numerose specie sono diffuse in tutto il mondo ed esistono varietà che infettano anche altri funghi. Le spore di Cordyceps si depositano sull’insetto per poi germogliare e formare le ife che, durante l’inverno, continueranno a crescere all’interno dell’ospite. Le ife cresciute si trasformano in micelio che diffonde e continua la sua crescita consumando l’insetto dall’interno, arrivando ad occuparne tutto il corpo. In questa fase, alcune specie di Cordyceps sono in grado anche di influenzare il comportamento dell’ospite.  Trascorso l’inverno, una volta instaurate le condizioni ambientali ottimali, un fungo, a forma di lama o bastoncello, verrà prodotto dalla testa dell’insetto. Tale protuberanza si chiama corpo fruttifero e determina la morte dell’insetto e l’inizio di un nuovo ciclo vitale per il fungo, con il rilascio di nuove spore. Anche se il suo ciclo riproduttivo può far pensare al film Alien o appunto al fungo alieno “Ripley” del romanzo “l’Acchiappasogni” di Stephen King, non dobbiamo allarmarci in quanto per noi umani è assolutamente innocuo, anzi i benefici che apporta sono molteplici e vi faranno sicuramente cambiare idea su di lui.

Tra le oltre 400 specie di Cordyceps, il C. Sinensis è quello più noto e utilizzato in tutto il mondo, oltre ad essere la varietà per la quale sono stati prodotti più studi scientifici. Il C. Sinensis si trova esclusivamente nella zona dell’altopiano Himalayano, tra i 3000 e i 5000 metri sopra il livello del mare. Il suo ospite è un lepidottero che appartiene al genere Thitarodes Armoricanus, noto come “falena fantasma” o “insetto caterpillar” e, di conseguenza, il C. Sinensis viene chiamato anche “fungo Caterpillar”. Il suo nome cinese è invece “dong chong xia cao” che significa “bruco in inverno, pianta in estate” per la sua capacità di trasformarsi durante il suo ciclo riproduttivo. In latino il temine Cordyceps deriva dal latino e significa “pianta dalla testa” e Sinensis significa “cinese”.

La scoperta dei benefici del Cordyceps Sinensis risalgono a oltre 2000 anni fa, da parte dei pastori tibetani. Infatti, ogni anno i pastori attendevano la fine dell’inverno per portare in primavera i loro buoi, gli Yak, al pascolo tra le alture dell’altopiano. I pastori iniziarono ad osservare un curioso comportamento dei loro animali: gli Yak scavavano nel terreno per estrarre e mangiare una strana pianta che cresceva sulla testa di alcuni bruchi morti. Capirono che si trattava di un fungo e notarono che gli Yak, dopo averlo mangiato, erano molto più vitali, reattivi ed agili, e anche la loro capacità riproduttiva era aumentata consentendo ai pastori di avere un bestiame più numeroso. Incuriositi, anche i pastori iniziarono ad introdurre i funghi nella loro dieta e notarono un miglioramento della capacità respiratoria ad altitudini elevate come quella dei pascoli Himalayani. Notarono inoltre di essere meno soggetti alle comuni patologie che affliggevano la loro popolazione. Nell’antica Cina, il Cordyceps era venerato ad un punto tale che il suo uso era riservato esclusivamente alla famiglia reale. Le sue proprietà assieme ai numerosi benefici sulla salute sono inoltre ampiamente descritte nel Ben-Cao-Cong-Xin, ovvero la nuova stesura della Materia Medica Cinese. Il Cordyceps divenne però famoso solo nel 1993, in occasione dei giochi nazionali cinesi di Pechino in cui, diversi runners cinesi avevano battuto i record di atletica leggera. Tali record rimasero imbattuti per 23 anni e il loro allenatore sostenne che il successo della sua squadra era dovuto ad un tonico a base di C. Sinensis e sangue di tartaruga: tale preparato superò i test anti-doping pertanto, l’uso di questo fungo sconosciuto iniziò a diffondersi nel mondo. Il C. Sinensis, a differenza degli altri funghi, ha destato l’attenzione anche dell’industria farmaceutica per la produzione di farmaci alternativi ai trattamenti tradizionali ed integratori dietetici. La Food and Drug Administration (FDA, l’ente americano preposto ai controlli sui farmaci e sugli alimenti) ha dichiarato il Cordyceps un alimento generalmente riconosciuto come sano (GRAS, “Generally Recognized as Safe”) e molti ricercatori lo considerano anche un “super-alimento”. Curiosamente, data la scarsa diffusione della varietà Sinensis, il suo costo è molto elevato, oltre i 20.000 $/kg, rendendo il Cordyceps il fungo più costoso al mondo. Tale costo è dovuto alle iniziali difficoltà di coltivare questo fungo e di sopperire alla richiesta di funghi selvatici medicinali da parte del mercato nordamericano. Recentemente in Asia sono state messe a punto tecniche per la coltivazione del C. Sinensis, tuttavia esse non sono ancora adeguate per sostenere una produzione su larga scala. Ne sono scaturiti diversi studi scientifici che hanno dimostrato che le presunte proprietà straordinarie del fungo Caterpillar vanno ben oltre alla semplice superstizione o tradizioni folkloristiche e in questo articolo verranno descritte in dettaglio.

 

Principi attivi del Cordyceps Sinensis

I principali componenti del Cordyceps deputati allo svolgimento di azioni benefiche nel nostro organismo sono:

- La Cordycepina, ovvero un nucleoside purinico con funzione di antibiotico naturale dalle proprietà antitumorali;

- Ergosterolo ed ergosterolo palmitato, entrambi precursori della vitamina D2 contenuta anche in altri funghi e nei lieviti;

- Acido Cordycepico: si tratta dello zucchero D-Mannitolo che facilita l’ingresso di sostanze chimiche bioattive nel cervello;

- Polisaccaridi come ciclofurani, β-glucani, b-mannani che, assieme al già citato acido cordycepico hanno funzione immunomodulante;

- Sali minerali tra cui sodio, potassio, calcio, magnesio, ferro e zinco;

- Vitamine E, K, B1, B2 e B12;

- Aminoacidi essenziali, ovvero quelle sostanze indispensabili per svolgere determinate funzioni che l’organismo non è in grado di produrre e che assume con l’alimentazione.

 

Proprietà medicinali del Cordyceps Sinensis

Ad oggi, diversi studi sono stati condotti in campo medico sulle proprietà benefiche date dai costituenti chimici del fungo, con potenziali applicazioni terapeutiche. I principali benefici sono:

- Stimolante del sistema immunitario con effetti antinfiammatori

- Antimicrobico e antivirale naturale

- Protezione polmonare

- Proprietà cardioprotettiva

- Protezione epatica

- Mantenimento della funzionalità renale

- Azione ipoglicemizzante e ipocolesterolemizzante

- Antiossidante, anti-age e antidepressivo

- Attività antitumorale e supporto alle cure oncologiche tradizionali

- Aumenta la resistenza e migliora la performance atletica

- Migliora la libido, la funzionalità sessuale e la fertilità (è chiamato anche viagra dell’Hymalaya)

 

Stimolante del sistema immunitario con effetti antinfiammatori

Diversi studi scientifici hanno dimostrato, sia in vitro sia in vivo, le proprietà immunomodulanti del C. Sinensis. Il fungo infatti è in grado, di aumentare il numero dei globuli bianchi, ovvero delle cellule che costituiscono la prima linea di difesa del nostro corpo e che ci proteggono dagli attacchi di agenti esterni come batteri e virus, ma anche da sostanze tossiche o cellule tumorali che possono formarsi a seguito di mutazioni nel DNA. Secondo uno studio pubblicato sul Chinese Journal of Integrated Traditional Western Medicine, sembra che l’alto contenuto di polisaccaridi, ed in particolare di β-glucani, non agisca direttamente sull’agente responsabile della malattia ma sulle cellule del nostro sistema immunitario, aumentandone il numero e potenziando la loro attività per una risposta più rapida ed efficace che porta alla distruzione del patogeno o delle cellule malate. Le ricerche hanno riscontrato un aumento significativo del numero di macrofagi e cellule Natural Killer (particolari tipi di cellule immunitarie) sia in individui sani, sia in individui malati, affetti da leucemia e quindi con un sistema immunitario compromesso. In tal modo, grazie alle difese immunitarie attivate, l’intensità dei sintomi sarà più lieve ed, eventualmente, la guarigione sarà più rapida. Questo effetto è stato osservato anche in altri pazienti immunodepressi, come quelli che hanno subito trapianti, chemioterapie o affetti da patologie autoimmuni o virali croniche.

Il C. Sinensis, in virtù della sua capacità immunomodulante, possiede anche effetti antinfiammatori. L’infiammazione, come è noto, è alla base di molti processi patologici come traumi, infezioni e cancro. Si è visto che il fungo è in grado di sopprimere la produzione di COX-2 (Ciclossigenasi di tipo 2), NFkB (Fattore nucleare k di attivazione delle cellule B) e TNFα (fattore di necrosi tumorale α), ovvero proteine che vengono prodotte nelle fasi acute del processo infiammatorio.

 

Antimicrobico e antivirale naturale

Grazie ai numerosi principi attivi presenti nel fungo, la ricerca si è concentrata nell’identificazione di quelle sostanze che hanno attività di antibiotico naturale. E’ stato infatti dimostrato che, assieme ai polisaccaridi, la cordycepina agisce efficacemente contro tutti i ceppi batterici che hanno sviluppato, o stanno sviluppando ultimamente, resistenza agli antibiotici tradizionali (ad esempio penicillina, anch’essa derivata da un fungo). Il C. Sinesis è in grado di inibire la crescita di batteri Gram positivi e Gram negativi mentre mostra una scarsa attività contro le infezioni da funghi e lieviti. In numerosi trials clinici condotti in Cina e Giappone, l’assunzione di Cordyceps si è rivelata particolarmente efficace nel trattamento della tubercolosi e della lebbra.  Ulteriori esperimenti hanno dimostrato attività antibatterica in particolare contro lo Staphylococcus Aureus (infezioni a carico di pelle, apparati scheletrico, urinario, respiratorio e sistema nervoso centrale) e l’Escherichia Coli (patologie intestinali, genitourinarie, meningite, peritonite, polmonite, setticemia).

Per quanto riguarda l’attività antivirale, diversi studi hanno osservato che la Cordycepina è in grado di inibire la replicazione del genoma di alcuni virus come quello dell’influenza, di Epstein-Barr (responsabile della mononucleosi infettiva o “malattia del bacio”), e persino di HIV-1, il virus responsabile dell’AIDS, stabilizzando la malattia. La Cordycepina è attiva anche contro virus che infettano piante, raccolti e bestiame.

 

Protezione Polmonare

Il C. Sinensis svolge un’importante azione rilassante sui bronchi, inducendo una maggior secrezione di adrenalina da parte delle ghiandole surrenali. In Tibet ed in Nepal la popolazione utilizzava il Cordyceps per affrontare l’affaticamento conseguente al lavoro che svolgevano ad elevate altitudini perché aumentava la loro capacità di ossigenazione. E’ stato dimostrato che l’estratto di Cordyceps inibisce le contrazioni tracheali in quanto aumento il flusso di aria nei polmoni, di particolare importanza per i malati di asma. E’ inoltre un antitussivo, espettorante con azione antiasmatica ed è in grado di prevenire l’enfisema polmonare. Molti studi hanno inoltre illustrato l’uso del Cordyceps nel trattamento di diverse patologie respiratorie come la malattia polmonare ostruttiva e la bronchite cronica

 

Proprietà cardioprotettiva

Studi condotti sia su animali da laboratorio sia sull’uomo hanno dimostrato che il Cordyceps è in grado di rafforzare il muscolo cardiaco, migliorandone la funzionalità. Aumenta infatti la tolleranza in caso di ipossia cardiaca in quanto riduce il consumo di ossigeno da parte delle cellule del miocardio. Grazie a questa sua proprietà, il fungo è stato approvato nel trattamento delle aritmie e nel recupero dall’ictus, in Cina. L’introduzione del Cordyceps nella dieta, ha inoltre apportato un miglioramento della qualità della vita in pazienti affetti da insufficienza cardiaca cronica.

Come è noto, per prevenire il rigetto in caso di trapianto di organi come il cuore, vengono routinariamente impiegati farmaci immunosoppressori. Tuttavia, trattamenti prolungati con queste sostanze portano a gravi effetti collaterali, tra i quali danni ai reni e al sistema di filtrazione renale e, ironicamente, un aumentato rischio di malattia cardiaca. Pertanto, un promettente studio condotto nel 2008 ha dimostrato che l’estratto di Cordyceps può ridurre la reazione di rigetto in un modello murino di trapianto cardiaco, aprendo la possibilità di utilizzo del fungo nell’immediato futuro come importante adiuvante nella terapia post-trapianto.

 

Protezione epatica

Il Cordyceps aumenta efficientemente la funzionalità epatica. La Medicina Tradizionale Cinese infatti ha da sempre incentrato le sue ricerche sullo studio di composti naturali in grado di prevenire le patologie del fegato o di contenerne la sintomatologia. Alcuni studi clinici hanno effettivamente osservato che il C. Sinensis è in grado di ridurre la quantità di sostanze tossiche rilasciate dal corpo e di migliorare la funzionalità delle cellule epatiche aumentando la funzionalità del fegato, con conseguente riduzione della steatosi e della fibrosi in pazienti con Epatite A acuta ed epatiti croniche B e C. Come già descritto, è inoltre in grado di regolare le cellule del sistema immunitario aumentando le difese anti-virali dell’organismo, prevenendo o contenendo i sintomi delle epatiti virali. Ad esercitare tali effetti benefici sono principalmente i polisaccaridi.

 

Mantenimento della funzionalità renale

In Cina, il Cordyceps è utilizzato regolarmente nella terapia delle malattie del rene, incluse la nefrite cronica, la pielonefrite cronica, la disfunzione o l’insufficienza renale e la sindrome nefritica. I risultati ottenuti da studi di laboratorio e da trials clinici indicano che il Cordyceps esercita un importante ruolo protettivo durante il trapianto di rene, in maniera molto simile a quanto descritto per il trapianto cardiaco. Ad esempio, una particolare preparazione a base di micelio di Cordyceps riduce la reazione di rigetto del rene trapiantato, migliorando e aumentando le funzioni di fegato e rene, stimolando la produzione di globuli rossi e, grazie all’azione antibatterica, riducendo la suscettibilità alle infezioni dei pazienti trapiantati. Similmente, in pazienti con insufficienza renale cronica, l’estratto di C. Sinensis potenzia la funzione renale, diminuendo i livelli di urea e creatinina nel sangue.

 

Azione ipoglicemizzante e ipocolesterolemizzante

Numerosi studi hanno osservato che il Cordyceps si rivela utile nella gestione dei livelli di zucchero nel sangue. In particolare, i polisaccaridi isolati dal Cordyceps sono responsabili dell’abbassamento della glicemia in un modello di diabete nel topo.  Inoltre, il consumo dell’estratto di C. Sinensis aumenta la sensibilità all’insulina e contemporaneamente abbassa il picco glicemico dovuto al consumo di carboidrati in ratti sani, non diabetici; sempre nei ratti di laboratorio, tale estratto, somministrato per 17 giorni, rallenta anche la perdita eccessiva di peso indotta dal diabete, riduce la sete e migliora la tolleranza verso il glucosio. Tutte queste proprietà costituiscono una protezione dal rischio di insorgenza del diabete. Gli studi sull’uomo sono ancora in fase di completamento, specialmente per quanto riguarda la definizione dell’efficacia e della sicurezza. Infatti, le persone diabetiche devono prestare attenzione in caso di assunzione di integratori a base di Cordyceps in quanto l’eccessivo abbassamento dei livelli di zucchero nel sangue potrebbe essere dannoso; si consiglia sempre il consulto del medico prima di introdurre il Cordyceps nel proprio regime dietetico. Il Cordyceps è anche in grado di abbassare i livelli circolanti di colesterolo e trigliceridi e di aumentare invece quelli di HDL, ovvero delle lipoproteine ad alta densità conosciute anche come il “colesterolo buono”, riducendo pertanto l’aterosclerosi.

 

Antiossidante, anti-age e antidepressivo

In alcune zone dell’Asia e della Cina, il Cordyceps viene tradizionalmente impiegato nella popolazione anziana per migliorare i sintomi di debolezza, lentezza dei movimenti e affaticamento associati all’invecchiamento. Sono stati condotti pochi studi clinici, tuttavia si è visto che i principi attivi contenuti nel fungo sono in grado di ridurre lo stress ossidativo causato da un eccesso di radicali liberi attraverso l’aumento nel siero, nel fegato e nei muscoli dei livelli degli enzimi SOD (superossido dismutasi) e catalasi, che trasformano i radicali liberi in composti innocui come acqua ed ossigeno.

I radicali liberi, quando sono presenti in quantità eccessive, possono attaccare i costituenti principali delle cellule, causando danni ad organi e tessuti con conseguente invecchiamento precoce. I composti biologicamente attivi del fungo proteggono specialmente le membrane ad elevata componente lipidica come il tessuto nervoso centrale e periferico. I neuroni sono rivestiti dalla mielina, ovvero una guaina composta per l’80% da lipidi, che avvolge e protegge le cellule consentendo una corretta trasmissione dell’impulso nervoso. La mielina può essere quindi gravemente danneggiata dai radicali liberi. In questo scenario, il Cordyceps si rivela un ottimo alleato nei disturbi cognitivi e nelle patologie neurodegenerative quali demenza, Alzheimer, malattia di Parkinson… Oltre a tale azione antiossidante, il C. Sinensis aiuta nel mantenimento dei normali equilibri dei neurotrasmettitori, ovvero quelle sostanze che, attraverso le sinapsi, veicolano le informazioni fra i neuroni.  Studi attualmente condotti solo in vitro hanno evidenziato che, a differenza di alcuni farmaci antidepressivi con effetto serotoninergico (agiscono inibendo selettivamente la ricaptazione della serotonina), il Cordyceps agisce sui sistemi adrenergici e dopaminergici pertanto può essere associato ai comuni antidepressivi migliorando l’umore e la percezione degli eventi da parte dei soggetti trattati.

 

Attività antitumorale e supporto alle cure oncologiche tradizionali

Il cancro rappresenta la seconda causa di morte associata a malattia nel mondo. Diversi farmaci antitumorali sono stati sintetizzati da principi attivi naturali a causa delle limitazioni di alcuni approcci chirurgici e dei numerosi effetti tossici di radio- e chemioterapie tradizionali. Promettenti studi di laboratorio hanno dimostrato che il Cordyceps possiede un’attività antitumorale in diversi tipi di neoplasia, tra cui linfoma, melanoma, tumore della prostata, del seno, del fegato e del colon-retto. In particolare, polisaccaridi e steroli sono i composti bioattivi che inducono l’arresto del ciclo cellulare e l’apoptosi (ovvero spingono le cellule malate a “suicidarsi”), riducendo di conseguenza le dimensioni del tumore e la sua capacità di proliferazione metastatizzazione. Alcuni trials, condotti in Cina e Giappone, hanno identificato che la dose terapeutica di Cordyceps per osservare degli effetti è pari a 6.0 grammi al giorno. Uno studio successivo condotto su 50 pazienti affetti da tumore al polmone ha dimostrato che l’assunzione di 6.0 grammi di Cordyceps al giorno per 2 mesi, associato alla chemioterapia, ha dimostrato una riduzione delle dimensioni del tumore nel 46% dei casi.  I ricercatori hanno inoltre osservato un significativo miglioramento dei sintomi nei pazienti, con una maggior tolleranza verso la radio- e la chemioterapia; questo meccanismo sembra essere dovuto anche al fatto che il Cordyceps potenzia la risposta immune, incrementando la reattività delle cellule immunitarie contro le cellule maligne. Questi studi, anche se ancora limitati, pongono le basi per l’utilizzo del fungo come coadiuvante nella terapia del cancro.

 

Aumenta la resistenza e migliora la performance atletica

Come già accennato nell’introduzione, il Cordyceps è noto per la sua abilità di aumentare la resistenza fisica e viene usato dagli sportivi. Alcune ricerche hanno evidenziato che, anche in persone sedentarie o che praticano una moderata attività fisica, il Cordyceps, grazie alla cordycepina, adenosina, acido cordicepico, d-mannitolo, polisaccaridi e vitamine, aumenta la bioenergia cellulare, ovvero la sintesi di ATP (adenosina trifosfato, molecola indispensabile nel metabolismo); di conseguenza l’organismo utilizza in modo più efficace l’ossigeno, ha un più rapido recupero dell’energia e un minor affaticamento. Il Cordyceps inoltre previene o riduce la contrazione dei vasi sanguigni che interferisce con l’afflusso di sangue agli arti inferiori, aumentando quindi la resistenza delle gambe.

 

Migliora la libido, la funzionalità sessuale e la fertilità

Da secoli il C. Sinensis viene utilizzato nella Medicina Tradizionale Cinese e nelle culture orientali per trattare le problematiche della sfera sessuale sia maschile che femminile, come ad esempio il calo della libido, l’impotenza e l’infertilità e, per quanto riguarda gli uomini, accresce il conteggio e la sopravvivenza degli spermatozoi. Tre diversi trials clinici sono stati condotti in Cina su un campione di 200 maschi adulti che presentavano una “ridotta libido e altri problemi sessuali”, a cui è stato somministrato il placebo o l’estratto di Cordyceps. Alla fine dello studio sono stati ottenuti importanti risultati in quanto il 64% degli utilizzatori di Cordyceps ha riscontrato un significativo miglioramento. In un altro studio, condotto in maniera analoga ma su un campione di donne in età avanzata, con problematiche simili, il 90% delle utilizzatrici di Cordyceps ha riportato un miglioramento significativo delle loro condizioni iniziali. Ulteriori studi condotti su un campione misto di donne e uomini, per un totale di 189 pazienti, è stato registrato un miglioramento nel 66% dei casi. Ulteriori studi su soggetti maschi hanno inoltre dimostrato che, dopo 8 settimane di assunzione del Cordyceps, il conteggio degli spermatozoi è aumentato del 33% assieme ad un aumento del 79% della loro sopravvivenza mentre l’incidenza di malformazioni è diminuita del 29%. Queste proprietà del Cordyceps sembrano dipendere dalla capacità di regolare la steroidogenesi e aumentare il rilascio di testosterone.

Il C. Sinensis viene inoltre ampiamente utilizzato nel campo delle cure per l’infertilità ed in particolare, alcune evidenze suggeriscono  che il fungo esercita un effetto benefico sulla fertilità femminile e sulle possibilità di successo delle fecondazioni in vitro (IVF, in vitro fertilisation); ciò in parte è dovuto alla capacità del fungo di stimolare la produzione di 17β-estradiolo (o estrogeno) attraverso l’aumento dell’espressione di proteine ed enzimi coinvolti nella sintesi degli steroidi. Questo meccanismo si rivela di fondamentale importanza anche per la gestione dell’osteoporosi postmenopausale.

 

Formulazioni del Cordyceps

Il C. Sinensis viene in genere venduto sottoforma di compresse, capsule o di preparato in polvere. E’ inoltre possibile trovarlo come additivo alimentare in preparati a base di cioccolato o miele ma, in tal caso, essendo la concentrazione molto bassa o presente in tracce, i benefici apportati sono blandi.

Nelle formulazioni è possibile trovare: il micelio, più diffuso sul mercato; l’estratto, più concentrato e ottenuto con svariate tecniche per l’estrazione dei principi attivi la cui attività terapeutica, a parità di dose, è superiore alla polvere di micelio; sinergico ovvero un mix di micelio ed estratto in percentuali variabili, unendo quindi i benefici di entrambe le formulazioni.

Gli integratori disponibili sul mercato forniscono in genere tra i 500 e i 1000mg di estratto di Cordyceps a porzione. Gli studi scientifici hanno identificato che l’assunzione giornaliera di Cordyceps per avere effetti benefici sulla salute è compresa nell’intervallo 1000-3000mg; tale dosaggio va inoltre adattato anche al tipo di attività del soggetto, all’età, al sesso e alle esigenze e per gli sportivi si può arrivare anche a 6000-9000mg. Il dosaggio può essere assunto in una sola volta o prima dei pasti e, per facilitare l’assorbimento dei principi attivi del Cordyceps, è suggerita l’assunzione di Vitamina C.

 

Effetti collaterali e controindicazioni

Il consumo di Cordyceps è considerato sicuro per l’uomo e non sono stati documentati danni rilevanti sulla salute dovuti al suo consumo. In una piccolissima porzione di utilizzatori sono stati riportati temporanei e risolvibili disturbi di natura gastrointestinale o raramente, la sensazione di secchezza della cavità orale. Essendo in ogni caso un fungo, possono verificarsi episodi di allergia nei confronti di alcuni principi attivi, in soggetti sensibili. A scopo precauzionale, come per la maggior parte di sostanze naturali con proprietà medicinali, si sconsiglia l’assunzione durante la gravidanza e l’allattamento ed in ogni caso è sempre opportuno il consulto con il proprio medico.

 

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