Fungo Reishi - copertina

Reishi: il fungo dell’immortalità

Brevi cenni storici e studi sul fungo Reishi

Il Reishi è un fungo medicinale, il cui nome botanico è Ganoderma lucidum, ed è un fungo saprofita, ovvero che si nutre di materia organica in decomposizione.

Infatti il Reishi, per potersi nutrire e vivere, abbisogna di un substrato legnoso morto e in stato di decomposizione.

Si tenga presente che tutti i funghi sono abilissimi nello scomporre la materia organica e ciò è molto importante sia per i funghi che per noi, perché questa loro caratteristica sta alla base dell’efficacia dei funghi appartenenti alla categoria dei funghi medicinali.

Categoria di cui il Reishi è un illustre rappresentante, infatti al Reishi vengono ascritte molteplici e benefiche azioni nei confronti della nostra salute e del nostro organismo. Come, del resto, a tutti gli altri funghi trattati in questi nostri articoli.

Reishi è il suo nome giapponese, ma in Cina è conosciuto come Lingh Zhi. E, a proposito di Cina, il Reishi è annoverato nel più antico erbario cinese, di molto antecedente all’anno zero, ed in tutto questo tempo ha avuto origine più di una leggenda sul Reishi.

Ma al di là dell’alone di leggende e misticismo che circonda questo fungo, la cosa importante è che la scienza parla chiaro: il Reishi offre veramente una serie di benefici fisiologici al nostro organismo.

E a tal proposito, cito alcuni studi che ho trovato utilissimi ai fini della stesura di questo articolo:

Ganoderma lucidum (Reishi mushroom) for cancer treatment

Ganoderma lucidum (Reishi mushroom) and cancer

Cellular and physiological effects of Ganoderma lucidum (Reishi)

Antitumor, antimicrobial, antioxidant and anti acetylcholinesterase effects of Ganoderma lucidum (Reishi) terpenoids and polysaccharides: A review.”

Ganoderma lucidum (Reishi) mycelia enhance innate immunity by activating NF-KappaB

Cellular and molecular mechanism of immunomodulation by Ganoderma lucidum (Reishi)

 

Cos’è il Reishi?

Il Reishi è un fungo medicinale, la medicina popolare asiatica lo ritiene in grado di esercitare benefiche azioni nei confronti della nostra salute e la medicina ufficiale, mediante vari studi, ha confermato ciò che la medicina popolare sosteneva da moltissimo tempo.

Come già detto, il Reishi è un fungo saprofita il cui nome botanico è Ganoderma lucidum. Con il termine saprofita si intende che questo fungo si nutre di materia organica in decomposizione.

Nella grande abilità che i funghi medicinali possiedono nello scomporre la materia organica, risiede parte della loro efficacia nell’esercitare vari benefici nei nostri confronti.

 

A cosa serve il Reishi?

I benefici fisiologici che scaturiscono dall’assunzione del Reishi sono molteplici:

  • Favorisce la riduzione dei livelli di glicemia, dal momento che il Reishi è in grado di inibire il processo di neoglucogenesi.
    E allo stesso tempo il Reishi stimola la sintesi di glicogeno;
  • favorisce la riduzione dei livelli di colesterolo, più precisamente agisce sul colesterolo LDL, cioè quello comunemente definito “colesterolo cattivo”, il responsabile delle pericolose placche arteriosclerotiche, le quali vengono formate dalla cosiddetta frazione piccola del colesterolo cattivo, che si ossida e si sedimenta, formando così le placche;
  • il Reishi offre sostegno al nostro sistema immunitario, potenziando l’azione di cellule come i linfociti, dei macrofagi e dei natural killer;
  • esplica azione antiossidante, contrastando l’azione dei radicali liberi, che sono molecole chimicamente molto instabili e particolarmente aggressive.
    Riesce in questo mediante un meccanismo di potenziamento degli enzimi antiossidanti, che in ultima analisi sono un tipo di proteine;
  • il Reishi esercita un’importante azione antitumorale, grazie ad alcuni principi bioattivi in esso contenuti.
    Questi principi bioattivi, quindi queste molecole, inducono l’apoptosi, cioè alla morte cellulare programmata, nei confronti delle cellule tumorali. Inoltre l‘assunzione di Reishi è di supporto durante i trattamenti chemioterapici, nel senso che migliora la risposta che tale trattamento induce nei pazienti;
  • il Reishi è un efficace antinfiammatorio e, in merito a ciò, avremo tempo di approfondire l’argomento;
  • il Reishi offre azione epatoprotettiva, cioè a protezione del fegato.

 

Cosa contiene il Reishi?

Il Reishi contiene importanti principi bioattivi, ed è proprio grazie a loro, che esercita diversi benefici fisiologici nei nostri confronti. Nel Reishi troviamo:

  • Triterpeni, che sono una sottoclasse dei Terpeni. Abbandonando le terminologie tecniche strette, possono essere definiti come un particolare tipo di composti vegetali, i quali sono caratterizzati, da uno scheletro carbonioso di base avente ben 30 atomi di carbonio.

Ma triterpeni è un termine un po’ generico, e si può essere più precisi.

In particolare nel Reishi si trova l’acido ganoderico, che ha una struttura chimica simil-steroidea ed è un Triterpene che si trova nei funghi del genere Ganoderma.

Non c’è bisogno di ricordare che il nome botanico del Reishi è proprio Ganoderma lucidum.

Tipi di triterpeni

Fig.1 – Vari tipi di Triterpeni

 

  • Polisaccaridi, in particolare beta glucani. Per polisaccaridi si intendono polimeri formati dall’unione di oltre 10 monosaccaridi, cioè di zuccheri.
    I beta glucani, cioè questa catena di zuccheri particolari, ormai godono della fama che meritano, essi infatti sono considerati efficaci farmaci naturali.

Chi volesse approfondire in modo rapido e semplice può leggere l’introduzione alla micologia.

  • Mannitolo, è un alditolo chirale, una molecola appartenente ai polialcoli esaedrici, ma in pratica è un carboidrato semplice.
    E lo si può trovare sotto nomi diversi, ma la molecola è sempre la stessa.

Il Mannitolo viene chiamato anche D-Mannitolo, alle volte Mannite, oppure con la sigla E421.

  • Proteine, che sono grandi molecole organiche formate da centinaia, o da migliaia di amminoacidi, i quali a loro volta sono l’unità base delle proteine.
  • Cumarine, che sono una famiglia di sostanze vegetali aventi svariate e benefiche azioni sull’organismo.

 

Il Reishi come antinfiammatorio?

Sì, il Reishi esercita azione antinfiammatoria, in quanto esercita un’azione simile a quella svolta dai farmaci all’idrocortisone, ma il Reishi è del tutto naturale.

Nel Reishi è presente molto Germanio, il quale induce la produzione di endorfine, che a loro volta riducono gli stati infiammatori.

 

Chi ha già provato il Reishi?

Chi ha già provato il Reishi sicuramente ha aumentato le proprie capacità antiossidanti.

Dal momento, che l’assunzione regolare di Reishi, aumenta la quantità di glutatione nel sangue con conseguente aumento dell’attività degli enzimi antiossidanti.

Ma non solo. Chi ha già provato il Reishi avrà anche “sgrassato” il proprio fegato.

Perché il miglioramento delle condizioni del fegato grasso, è uno degli aspetti della capacità epatoprotettiva del Reishi.

A dire tutto ciò che vi ho descritto non sono io, ma ovviamente è la scienza.

Visto che queste poche righe sono il sunto di uno studio molto interessante, come sempre, non manco di menzionare la sua fonte:

Triterpenoids and polysaccharide peptides-enriched Ganoderma lucidum (Reishi): A randomized, double-blind placebo-controlled crossover study of its antioxidant and hepatoprotective efficacy in healthy volunteers “.

Da notare, che lo studio in questione, è stato condotto con il metodo del doppio cieco randomizzato, in modo da non creare nessun vizio nei risultati.

 

Reishi in polvere?

Il Reishi in polvere, cioè un buon prodotto inteso come integratore, apporta tutti i benefici di cui si può godere mediante una dieta ricca di fungo Reishi.

Nella polvere di Reishi, sono contenuti tutti quei principi bioattivi tanto utili alla nostra salute ed al nostro organismo.

Negli studi che amo citare, e dai quali emergono importanti evidenze scientifiche, viene utilizzato proprio Reishi in polvere.

In tutti gli studi la polvere di Reishi viene sempre pesata, quindi dobbiamo farlo anche noi poiché ci sono ben precisi dosaggi da rispettare.

 

Reishi in polvere

Fig.2 – La polvere di Reishi contiene tutte le virtù del fungo Reishi

 

Come utilizzare il (fungo) Reishi?

Volendo potremmo preparaci una tisana a base di fungo Reishi, esattamente come fanno i giapponesi.

Per farlo bisogna avere un fungo Reishi essiccato, dal quale si prelevano dalle 2 alle 3 lamine.

Nel frattempo avremo messo a bollire dell’acqua e in quell’acqua, una volta raggiunta l’ebollizione, mettiamo le lamine per una ventina di minuti.

Non è ancora pronta da bere, o almeno non ve lo consiglio. Va filtrata e lasciata riposare un po’, giusto il tempo che si raffreddi.

Bene, ora è pronta da bere. Questo che vi ho appena descritto è il metodo tradizionale orientale.

Andrebbe bevuta così, ma non a tutti può piacere il gusto, si può comunque aggiungere un dolcificante naturale.

Si tenga presente che il Reishi è un fungo “legnoso”, non è un fungo morbido, quindi anche a volerlo utilizzare per una zuppa, altro metodo tradizionale orientale, deve sempre essere prima bollito.

Tisana al reishiFig.3 – Una tisana di Reishi

 

Come si assume il (fungo) Reishi?

Dipende, nel senso che dipende se abbiamo intenzione di mangiarlo dopo averlo preparato, cucinato e messo in una zuppa…quindi dopo averlo bollito. Oppure se abbiamo intenzione di utilizzarlo per preparare una tisana/infuso di Reishi.

Ma una cosa è certa, non dobbiamo pensare, dopo una sola assunzione, di godere dei benefici descritti in tutto l’articolo.

I principi bioattivi contenuti nel Reishi devono essere ciclizzati.

Ciò significa che sotto qualsiasi forma noi decidiamo di assumerlo (zuppa, tisana, integratore), lo dobbiamo assumere quotidianamente.

Bastano quantità veramente piccole, ma devono essere assunte ogni giorno. Solo in questo modo godremo dei benefici che il Reishi ci può dare.

Se decidiamo di utilizzare un buon integratore contenente i principi bioattivi del Reishi, sarebbe consigliabile l’assunzione al mattino, o comunque a stomaco vuoto.

Inoltre, va tenuto presente che l’assunzione di un integratore di Reishi produce i migliori benefici se assunto in concomitanza con abbondante acqua e vitamina C.

 

Quando si utilizzano i Reishi?

Dopo tutto quello che è stato detto in merito alle proprietà del Reishi, alla domanda quando si assumono i Reishi? si potrebbe rispondere in vari modi.

E cioè quando si soffre ad esempio di glicemia alta o di colesterolo alto, oppure quando si vuole dare sostegno al sistema immunitario. Ebbene niente di più corretto, ma anche niente di più sbagliato.

Nel senso che non bisogna attendere di essere affetti da una patologia per fare uso dei Reishi.

Quindi quando si usano i Reishi? Quando abbiamo intenzione di dare una mano alla nostra salute e al nostro organismo. E senza essere obbligati ad attendere l’insorgenza di un disturbo.

Affinché possano esercitare le loro benefiche azioni, i Reishi vanno ciclizzati e per farlo bisogna assumerli ogni giorno.

 

Dove si comprano i Reishi?

Dove si acquistano i funghi Reishi?…Dipende.

Nel senso che dipende se abbiamo intenzione di acquistare il vero e proprio fungo, oppure un buon integratore.

Con il fungo vero e proprio possiamo preparare una zuppa, oppure un infuso e, in questo caso, dovremo rivolgerci ad un negozio di cibi biologici, oppure ad un supermercato che disponga di funghi Reishi.

Se invece volessimo godere dei benefici che possono scaturire dall’assunzione del Reishi, senza dover cucinare, allora l’integratore è ciò che fa per noi.

E in questo caso dove si prendono i Reishi? Da un produttore serio ed affidabile.

L’affidabilità e la serietà viene anche certificata, se un produttore ha la GMP allora è serio ed affidabile con tanto di certificazione.

Ma attenzione, per possedere realmente la GMP deve averne il patent number, cioè il codice di certificazione rilasciato dall’ente certificatore.

Senza quel codice ha semplicemente scritto 3 lettere sulle confezioni, o sul proprio sito, e questa è la prima cosa che ci deve far capire che non possiede realmente la GMP.

Acquistare un integratore di Reishi, da chi espone la GMP con tanto di numero di certificazione è una garanzia.

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