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Gli aminoacidi ramificati BCAA fanno male? Sfatiamo i falsi miti

Gli aminoacidi ramificati BCAA: sfatiamo i falsi miti

Negli ultimi anni il settore degli integratori alimentari è stato protagonista di un aumento considerevole della domanda, trascinato anche dal crescente interesse degli individui verso uno stile di vita più sano e meno sedentario.

D’altra parte l’aumento di popolarità di questi prodotti ha generato un incremento delle ricerche correlate sui motori di ricerca del web e, allo stesso tempo, un incremento di notizie fasulle o quantomeno parziali sull’argomento. È, infatti, sufficiente fare qualche breve ricerca su internet per imbattersi in numerosi articoli che trattano di integratori, i quali, ovviamente, dicono tutto e il contrario di tutto.

Uno dei prodotti più controversi in questo senso sono sicuramente gli integratori di aminoacidi ramificati (BCAA) ed è proprio questo l’argomento di questo articolo: gli aminoacidi ramificati BCAA fanno male al fegato. Gli integratori di aminoacidi ramificati indeboliscono il cuore e provocano danni ai reni. Queste sono solo alcune fra le più comuni credenze che riguardano gli aminoacidi ramificati. Ma cosa c’è di vero? Facciamo luce sull’argomento.

Gli aminoacidi ramificati BCAA

Prima di analizzare nel dettaglio le credenze più comuni, introduciamo brevemente il soggetto di questa trattazione: cosa sono dunque i BCAA ?

Gli aminoacidi ramificati sono un particolare gruppo di aminoacidi essenziali composto da leucina, isoleucina e valina. I BCAA si distinguono dagli altri aminoacidi per la loro forma particolare (ramificata appunto) e possiedono caratteristiche peculiari che li rendono fra i componenti più importanti delle proteine. Alcune di queste caratteristiche saranno esplicitate in seguito, quando necessario, mentre per tutte le altre informazioni riguardanti i BCAA rimandiamo a questo articolo.

Passiamo ora a verificare alcune delle controindicazioni più comuni che si possono trovare online riguardo gli aminoacidi ramificati.

Aminoacidi ramificati controindicazioni: il fegato

Una delle controindicazioni di cui si legge più frequentemente in rete riguarda i presunti effetti collaterali degli aminoacidi ramificati sul fegato. Niente di più falso! Infatti, se solitamente le sostanze introdotte nell’organismo vengono elaborate a livello epatico, gli aminoacidi ramificati seguono un percorso diverso. Essi vengono trasportati dal flusso sanguigno direttamente all’interno dei muscoli dove svolgono una funzione anticatabolica e stimolano la sintesi proteica.

Risulta dunque evidente che i BCCA non presentano un rischio per il fegato, al contrario gli aminoacidi a catena ramificata vengono spesso utilizzati per il trattamento di patologie epatiche come la cirrosi e l’encefalopatia epatica, proprio grazie agli effetti benefici di cui sopra.

Aminoacidi ramificati controindicazioni: il cuore

Un’altra questione molto dibattuta è quella degli effetti collaterali degli aminoacidi ramificati per il cuore, e, anche in questo caso, è necessario smentire questo assunto.

Gli aminoacidi ramificati sono necessari per per il corretto funzionamento dei tessuti muscolari e il cuore, in quanto muscolo, non fa’ eccezione. Come per il precedente esempio, non solo i BCAA non risultano essere dannosi per il cuore ma, anzi, possono fornire un effetto per la prevenzione e la cura di problemi cardiaci, ischemie e infarti.

Aminoacidi ramificati controindicazioni: i reni

Un ultimo mito da sfatare consiste nella credenza che gli aminoacidi ramificati BCAA danneggino i reni. Si tratta della credenza forse più diffusa, a causa anche della mancanza di studi scientifici veramente completi al riguardo. Ciononostante esistono diversi studi che coinvolgono gli effetti di aminoacidi sui reni da cui emergono alcuni dati oggetti interessanti.

In primo luogo non è stato possibile dimostrare una correlazione fra assunzione di aminoacidi e problemi renali. Ciò che è stato dimostrato, invece, è che “i cambiamenti nelle funzioni renali indotti dalle proteine sono un meccanismo adattivo che rientra ampiamente nei limiti funzionali di un fegato sano.” (è possibile consultare l’articolo di riferimento qui) In altre parole l’attività renale viene effettivamente modificata dall’assunzione di BCAA, ma questo è un processo fisiologico naturale che non “sforza” i reni.

In alcuni casi, inoltre, I BCAA sono stati somministrati a pazienti affetti da insufficienza renale cronica (IRC) al fine di ridurne il catabolismo.

Aminoacidi ramificati: precauzioni

Da quanto detto finora risulta, pertanto, evidente l’infondatezza della dannosità dei BCAA e dei pericoli che si corrono assumendoli. Possiamo quindi affermare che gli aminoacidi ramificati non fanno male.

Però attenzione, ciò non significa che gli aminoacidi ramificati BCAA possano essere assunti in quantità indeterminate e soprattutto con leggerezza. Dopo aver sfatato le false controindicazioni degli aminoacidi ramificati BCAA, è giusto fornire alcuni avvertimenti e precauzioni per un uso consapevole degli integratori di BCAA.

Una prima doverosa precisazione: tutto ciò che è stato scritto finora presuppone che l’individuo goda di buona salute. In quest’ottica possiamo riformulare la precedente affermazione come segue:

gli aminoacidi ramificati non fanno male se assunti da individui sani. Al contrario, un organismo in salute necessita di BCAA (in quanto non è in grado di produrli in autonomia, come spiegato qui), soprattutto se sottoposto spesso a sforzi lunghi e prolungati.

Una seconda precisazione riguarda il dosaggio. Gli integratori di aminoacidi ramificati BCAA, se assunti in dosi eccessive, possono comportare alcuni effetti collaterali come cefalea, affaticamento, ipertensione, disturbi gastrointestinali e sbalzi d’umore. Prima di assumere BCAA consigliamo di consultare un medico, soprattutto se inesperti.

Aminoacidi ramificati controindicazioni: quelle vere

Oltre alle indicazioni appena fornite, l’assunzione di aminoacidi ramificati è controindicata per individui soggetti ad alcune condizioni specifiche. Riportiamo di seguito un estratto da questo articolo in cui vengono descritte nel dettaglio tali condizioni:

  • Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA): rara patologia neurodegenerativa che determina la perdita dei motoneuroni che controllano i movimenti e che conduce in breve tempo alla paralisi dei muscoli volontari, compresi quelli respiratori. L’aspettativa di vita è molto breve. I pazienti affetti da SLA presentano livelli elevati di BCAA nel sangue pertanto, l’assunzione di integratori di amminoacidi ramificati risulterebbe deleteria. La SLA è conosciuta ai più come la malattia dei calciatori professionisti (ad esempio Stefano Borgonovo). Le cause della SLA sono attualmente sconosciute poiché si tratta di una patologia multifattoriale che non colpisce solo gli sportivi. Per una sana preparazione atletica e per la propria salute è opportuno farsi sempre affiancare e consigliare da medici e professionisti ed utilizzare prodotti di qualità.

  • Disturbi convulsivi: l’assunzione di integratori di BCAA o una dieta iperproteica potrebbero aumentare la frequenza degli eventi in coloro che soffrono di convulsioni.

  • Malattia delle urine a sciroppo d’acero: nota anche come chetoaciduria a catena ramificata è una malattia genetica del metabolismo causata dalla carenza di un enzima deputato al processamento dei BCAA. I pazienti hanno livelli elevati di BCAA nel sangue e nelle urine, il cui odore e colore ricorda quello dello sciroppo d’acero.
  • Intervento chirurgico programmato: dato che i BCAA influenzano i livelli di glucosio circolanti, è consigliabile sospendere l’assunzione di integratori due settimane prima dell’operazione per un corretto monitoraggio della glicemia durante e nel post-opratorio.
  • Alcolismo cronico: anche se i BCAA hanno un effetto positivo nelle patologie epatiche, sono da evitare negli alcolisti in quanto aumentano la probabilità di insorgenza di complicanze.
  • Gravidanza e allattamento: non essendoci ancora prove sufficienti sulla sicurezza dei BCAA in queste fasi della vita, la loro assunzione è sconsigliata, anche nelle donne che praticano sport in gravidanza.
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