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Iodio contro le radiazioni nucleari? La risposta degli esperti

Iodio

La paura di un disastro nucleare è tornata a farsi viva in Europa, dopo la recente invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa. Le recenti notizie riguardanti scontri di forze armate nelle centrali di Chernobyl e Zaporizhzhia hanno allarmato molte persone, che sono partite alla caccia di prodotti e medicinali a base di iodio

Come conseguenza naturale, stiamo assistendo a un notevole incremento dei prezzi di pillole, integratori e medicine a base di iodio. Su Amazon, il prezzo di una confezione da 180 compresse è più che raddoppiato, passando da 30 a 70 dollari nel giro di pochi giorni. 

Gli esperti però avvertono: assumere iodio di propria iniziativa, senza consultare un medico, può provocare gravi danni alla salute.

Perché lo iodio?

Cominciamo dall’inizio: perché tutto questo interesse per le compresse di iodio? Le tanto richieste pillole allo iodio sono più precisamente pillole allo ioduro di potassio (KI) e impediscono l’assorbimento di iodio radioattivo da parte della tiroide. 

Infatti, nel caso di una fuoriuscita di materiale radioattivo che si disperde nell’ambiente, come è accaduto ad esempio a Chernobyl nel 1986, vengono rilasciati nell’atmosfera isotopi radioattivi, fra cui lo iodio-131. Questo pericoloso elemento viene assorbito dalla tiroide con il forte rischio dell’insorgenza di un cancro alla tiroide. 

Cosa ne pensano gli esperti? 

Interpellato sulla questione da Il Sole 24 Ore, il professor Enrico Papini, uno dei più rinomati endocrinologi a livello mondiale, ha dichiarato che “assumere di propria iniziativa iodio in compresse senza una reale motivazione, e senza la prescrizione medica, non solo è sbagliato, ma può essere dannoso per la salute” e che una inopportuna assunzione di KI può determinare sintomi influenzali, mal di testa, lacrimazione, congiuntivite, arrossamenti del volto, dolore alle ghiandole salivari, laringite, bronchite e, soprattutto, condizioni di tipo o ipertiroidismo fino a quel momento latenti”.

Il pericolo che un incidente nucleare rilasci nell’aria radiazioni pericolose non va certo sottovalutato, ma è importante non lasciarsi prendere dal panico, perché facendo di testa propria si rischiano danni alla salute. 

In Italia queste compresse di iodio non sono in commercio, ma possono essere prodotte in farmacia, presentando una ricetta medica. In questo modo, si riducono i rischi di un’assunzione non controllata.

Inoltre, in caso di emergenza radiazioni a livello nazionale, sarà compito del Governo, in collaborazione con la Protezione Civile, attuare il Piano nazionale per la gestione delle emergenze radiologiche e nucleari.  

Iodoprofilassi

Il Piano prevede tre possibili scenari e diverse contromisure per affrontarli: 

  • incidente in una centrale nucleare entro 200 km dai confini nazionali; 
  • incidente in una centrale nucleare oltre 200 km dai confini nazionali; 
  • incidente in una centrale nucleare in altre aree geografiche. 

Fra le misure contemplate nel testo, vengono date indicazioni riguardo la iodoprofilassi in caso di contaminazione, a partire dalle categorie più a rischio. Il rischio di sviluppare forme tumorali alla tiroide è fortemente legato all’età del soggetto. 

La fascia d’età più a rischio è quella da 0 a 17 anni, mentre il rischio si riduce notevolmente con l’invecchiamento, fino a diventare praticamente nullo superati i 40 anni. Altre categorie sensibili sono le donne in gravidanza o in fase di allattamento. 

Il periodo ottimale per la somministrazione di iodio stabile è compreso fra le 24 ore precedenti e le 2 ore successive, ma può prolungarsi fino a 8 ore dopo l’esposizione. Superate le 24 ore dalla contaminazione, invece, la somministrazione di iodio diventa nociva, poiché lo iodio stabile prolunga l’emivita biologica di quello radioattivo accumulato nella tiroide.

A cosa serve davvero lo iodio?

Tralasciando la questione radiazioni, il ruolo principale dello iodio all’interno del nostro organismo è legato al corretto funzionamento della tiroide. Nello specifico, esso è responsabile della sintesi degli ormoni della tiroide, i quali svolgono importanti funzioni di regolazione del metabolismo.

Una carenza di iodio può sfociare in problemi ormonali anche gravi: 

  • ipotiroidismo; 
  • gozzo; 
  • aumento di peso; 
  • depressione; 
  • sensazione di fatica pronunciata; 
  • abbassamento della temperatura corporea. 

Inoltre, una disfunzione tiroidea nelle prime fasi di vita può indurre nei feti e nei bambini: 

  • ritardo nella crescita; 
  • ritardo nello sviluppo cognitivo. 

Perciò, è di fondamentale importanza assicurarsi sempre un corretto apporto di iodio. Sfortunatamente, ciò non è sempre facile da realizzare, poiché esso si trova quasi solamente nel pesce e nei prodotti ittici in generale. Sono infatti oltre 2 miliardi le persone che soffrono di una carenza di iodio cronica nel mondo, cosa che lo ha reso un ingrediente molto popolare di numerosi integratori alimentari

Ricordiamo, però, che anche in questo caso vale quanto detto in precedenza: per un corretto uso di integratori a base di iodio è importante rivolgersi al proprio medico, per un trattamento mirato e non dannoso. Un apporto eccessivo, infatti, può generare casi di ipertiroidismo, ipotiroidismo, gozzo e autoimmunità tiroidea.

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