Patologie

Iperplasia prostatica e disfunzione erettile – i rischi da non sottovalutare

Iperplasia prostatica e disfunzione erettile - copertina

L’iperplasia prostatica benigna è una patologia che colpisce la ghiandola prostatica e, secondo numerosi studi, presenta un legame con uno dei disturbi andrologici più comuni, la disfunzione erettile

La Società Italiana di Andrologia, Urologia e Medicina Generale ha stimato che in Italia il numero di uomini che soffrono di disfunzione erettile è pari a circa il 12,8% della popolazione. Tuttavia essa viene molto spesso sottovalutata o passata sotto silenzio, soprattutto a causa dell’imbarazzo che deriva dal parlarne con qualcuno. Molti uomini preferiscono invece ignorare il problema, andando incontro a numerosi problemi che ne peggiorano la qualità della vita e il benessere sessuale, senza sapere che si tratta di malattie che hanno molte possibilità di essere curate efficacemente. 

Iperplasia prostatica 

L’iperplasia prostatica benigna è una malattia che consiste nell’ingrossamento della prostata a causa di un aumento anomale del numero di cellule. La prostata è una ghiandola presente solamente negli uomini che produce sostanze fondamentali per la produzione di spermatozoi sani.

L’ingrossamento della prostata è una condizione fisiologica che si verifica naturalmente con l’avanzare dell’età ma può avvenire anche in maniera anomala e in giovane età. In questi casi parliamo di ipertrofia prostatica benigna o IPB. L’aumento del numero di cellule si traduce nello schiacciamento dell’uretra e viene accompagnato da una serie di problemi:

  • difficoltà di minzione;
  • necessità di minzione più frequente; 
  • ristagno dell’urina nella vescica. 

I sintomi della patologia vengono chiamati LUTS (Low Urinary Tract Symptoms o sintomi delle basse vie urinarie) e possono degenerare nella completa ostruzione dell’uretra.  

Disfunzione erettile 

La disfunzione erettile (argomento che abbiamo già trattato qui e qui) non è invece una patologia, quanto piuttosto un disturbo caratterizzato “dall’incapacità del soggetto di sesso maschile di raggiungere un’erezione sufficiente a portare a termine un rapporto sessuale soddisfacente1.

I fattori di rischio comprendono: 

  • età;
  • diabete; 
  • obesità; 
  • dislipidemia; 
  • ipertensione; 
  • funo; 
  • malattie cardiovascolari; 
  • sindrome metabolica;
  • iperomocisteinemia;
  •  alcuni farmaci come gli alfa e beta-bloccanti;
  • alcune patologie come i disturbi del sonno o l’artrite. 

La disfunzione erettile può essere causa di alcune patologie, tra cui troviamo: 

  • ipertiroidismo; 
  • carenza di vitamina D;
  • malattie reumatiche; 
  • malattie polmonari; 
  • iperprolattinemia; 
  • malattie renali; 
  • depressione; 
  • ipotiroidismo; 
  • iperuricemia; 

Infine, la disfunzione erettile è associata a malattie come; 

  • iperplasia prostatica; 
  • infiammazioni prostatiche; 
  • interventi chirurgici.

Come si può notare, sono dunque diverse le patologie che possono portare alla disfunzione erettile ed esse sono sia di natura organica che psicogena. 

Correlazione 

Numerosi studi epidemiologici hanno avuto come oggetto la relazione che intercorre tra iperplasia prostatica benigna e disfunzione erettile. Sebbene molte questioni restino ancora in fase di studio, come ad esempio le cause che inducono l’insorgenza della IPB, sono però emerse alcune evidenze importanti. 

La prima e più evidente è che la disfunzione erettile può essere causata dall’IPB, ma la correlazione tra i due disturbi è ben più profonda. Entrambe le condizioni, ad esempio, tendono ad aggravarsi con l’avanzare dell’età.

Uno studio in particolare (questo) ha studiato 150 pazienti affetti da iperplasia prostatica benigna con conseguente disfunzione erettile. I risultati che sono emersi hanno evidenziato che all’aumentare del volume prostatico corrisponde una riduzione della funzionalità vascolare dell’organo sessuale. 

In altre parole, con l’aggravamento dell’iperplasia prostatica benigna, tende ad aggravarsi anche la disfunzione erettile che ne consegue.

Terapie

La soluzione parte quindi dalla cura dell’iperplasia prostatica benigna. L’ingrossamento prostatico può essere frenato tramite una terapia a base di farmaci inibitori della 5 alfa reduttasi. Attenzione però, poiché il trattamento prevede una durata di circa 6 mesi, durante i quali possono subentrare alcuni effetti collaterali quali la riduzione della libido e un deficit di erezione. Il trattamento porta quindi ad un iniziale aggravamento della vita sessuale del soggetto. 

Per quanto riguarda i LUTS, invece, il trattamento prevede l’assunzione di farmaci alfa litici. Anche in questo caso possono però presentarsi effetti collaterali, questa volta non legati all’attività sessuale. Essi comprendono ipotensione, vertigini, debolezza ed emicrania.

Un aspetto fondamentale, anche se non direttamente collegato alla terapia, riguarda la tempestività con cui si effettua la cura della malattia. Come accennato all’inizio, molti individui affetti da questo genere di patologie non prendono contromisure adeguate, preferendo ignorare i sintomi, anche a causa della natura intima del problema. Il nostro consiglio è invece quello di rivolgersi immediatamente ad un medico, non appena si nota l’insorgenza di problemi come quelli descritti nelle righe precedenti. 

Le stime indicano che sono oltre 152 milioni gli uomini che nel mondo sono affetti da disfunzione erettile, mentre solo in Italia ne soffre 1 maschio su 8. Come si può notare si tratta di un disturbo molto diffuso e non c’è nulla di cui vergognarsi. Intervenire sul problema in maniera tempestiva è importante per evitare complicazioni e migliorare immediatamente la propria salute, la propria vita sessuale e, in ultima analisi, la vita di coppia.

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