Zeolite, un minerale salutare

Zeolite, un minerale salutare

La zeolite è un minerale di origine vulcanica che, grazie alle sue proprietà chimico-fisiche, può trovare valido impiego in medicina per le sue proprietà chelanti nei confronti di metalli pesanti, pesticidi e tossine; svolge inoltre una funzione antiossidante neutralizzando i radicali liberi. Principali caratteristiche, proprietà e possibili impieghi terapeutici.

zeolite

Le zeoliti sono un gruppo di minerali di origine vulcanica a struttura molecolare cristallina complessa. Attualmente sono classificati circa 40 tipi di zeoliti diversi di origine naturale e 150 di origine sintetica.

Dal punto di vista chimico la zeolite è costituita principalmente da derivati alluminosilicati, organizzati in strutture a forma tetraedrica regolare, al centro delle quali si trova un atomo di silicio o di alluminio, ed ai vertici atomi di ossigeno; tali strutture sono collegate tra loro da ponti di ossigeno a formare una complessa struttura molecolare ricca di microporosità (Fig.1).

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Fig.1 – Struttura chimica della zeolite
a) Conformazione tetraedrica
b) Formazioni porose della zeolite

Grazie a questa particolare struttura chimica, la zeolite può comportarsi come una vera e propria spugna di roccia, richiamando ed intrappolando all’interno del suo reticolo microporoso l’acqua, insieme agli ioni in essa disciolti, specialmente quelli a carica positiva (cationi).

Le varie tipologie di zeoliti si distinguono in base al calibro delle porosità ed alla selettività della zeolite per le molecole adsorbite.

Alcune tipologie di zeoliti sono già in uso nella pratica medica da diversi anni, ecco le principali:

– Clinoptilolite: utilizzato per la stimolazione del sistema immunitario; alcalinizzante; antiossidante; utile per neutralizzare tossine, ammonio e metalli pesanti; migliora l’ossigenazione tissutale; stimola la rigenerazione della cute in caso di ferite, psoriasi o acne; è un buon coadiuvante per le terapie chemioterapiche; utile per l’azione anti-emorragica.

– Caolino: trova utilità nel trattamento dei disturbi intestinali e come eccipiente in preparazioni farmaceutiche antimicotiche ed antiemetiche.

– Bentonite: impiegato nelle diete finalizzate alla perdita del peso corporeo in associazione con psillio per la regolazione della funzione intestinale.

– Attapulgite: esplica un effetto antiacido e antidiarroico grazie alla sua capacità di adsorbire tossine batteriche presenti nel tratto digerente.

La zeolite assunta per via orale, sotto forma di capsule o polvere dispersa in acqua, non viene assorbita dall’organismo, ma percorre tutto il tratto digerente e viene espulsa come tale dall’intestino. Tutte le sostanze e l’acqua intrappolate all’interno dei canalicoli dalla zeolite durante il tragitto nel tubo digerente vengono eliminate con essa.

Una delle fondamentali proprietà della zeolite è quella di fungere da scambiatore di cationi, ovvero cedere ioni come ad esempio Na+ (sodio) e K+ (potassio), scambiandoli con Ca2+ (calcio) o Mg2+ (magnesio) che vengono adsorbiti all’interno delle porosità. Grazie a questa proprietà la zeolite può richiamare all’interno delle sue porosità anche metalli pesanti tossici che contaminano l’acqua, come piombocadmio, rame e mercurio.

Inoltre, secondo uno studio condotto da Liu CH e Lo KV nel 2001, la zeolite, aggiunta ai filtri depurativi, riduce in maniera significativa la concentrazione di ioni inquinanti e dannosi per l’organismo ioduroiodatocesio e bario rispettivamente del 85%, 40%, 75-90% e >85%.

Il trattamento dei suoli con zeolite alle concentrazioni dell’1%, 2% e 5% hanno dimostrato di ridurre la contaminazione con mercurio nel terreno fino all’86% nei germogli e fino al 58,2% nelle radici di piante coltivate in terreni contaminati rispetto ai suoli contaminati non trattati (Haidouti C, 1997).

Un’altra fondamentale proprietà della zeolite consiste nella capacità di ridurre i marker sanguigni di ossidazione tissutale ed infiammazione, quali TNF (fattore di necrosi tumorale) ed interleuchine (mediatori pro-infiammatori).

L’attività antiossidante della zeolite è stata documentata sia per via interna che per uso topico. La sua capacità di neutralizzare i radicali liberi dell’ossigeno, responsabili di infiammazione e danno tissutale, è più efficace delle note vitamine ad azione antiossidante A, C ed E.

Montinaro M e colleghi (2013) hanno studiato l’effetto antiossidante e neuroprotettivo della zeolite in modelli animali di malattia di Alzheimer, riscontrando una significativa riduzione di morte neuronale provocata dalle specie radicaliche nocive dell’ossigeno, nel gruppo di animali (topi) trattati con zeolite in confronto al gruppo di controllo.

Nistiar e colleghi (1984) hanno studiato invece, in ratti avvelenati con pesticidi, l’efficacia della zeolite nel ridurre i sintomi dell’intossicazione, riscontrando significativi effetti positivi in confronto al gruppo di controllo.

Recentemente diversi studi hanno confermato la capacità della zeolite di intrappolare molecole di glucosio al proprio interno, proprietà utile per ridurre il picco glicemico postprandiale.

La zeolite può inoltre trovare un utile impiego nell’alimentazione dello sportivo, infatti atleti che intraprendono allenamenti o gare di resistenza sono maggiormente predisposti a disturbi gastrointestinali, dovuti a rapidi spostamenti del flusso del sangue dalle viscere ai muscoli. L’assunzione di 1,5 – 2 grammi di zeolite al giorno ha dimostrato di migliorare i sintomi gastrointestinali negli atleti maggiormente predisposti (Lamprecht e colleghi, 2015). La zeolite, attraverso un meccanismo tuttavia ancora sconosciuto, determina un netto miglioramento della capacità di serraggio delle giunzioni intercellulari che costituiscono la barriera intestinale, riducendo la permeabilità intestinale.

Infine la zeolite possiede proprietà alcalinizzanti, sequestrando ioni acidi H+ dal liquido intestinale, ed antidiarroica, poiché in grado di adsorbire le tossine prodotte da batteri patogeni, responsabili di irritazione intestinale e coliche spastiche dolorose.

L’utilizzo della zeolite è stato proposto nel trattamento di pazienti affetti da neoplasie, tuttavia non sono stati riscontrati significativi miglioramenti della patologia. La zeolite può trovare valido impiego come coadiuvante della terapia farmacologica antitumorale per ridurre i sintomi quali vomito o diarrea provocati dalla chemioterapia, ma prima deve essere valutate le possibili interazioni della zeolite con il farmaco chemioterapico.

Gli effetti benefici della zeolite sono evidenti in vari settori medici, dalla medicina estetica alla medicina riabilitativa. Clinoptilolite, caolino, bentonite e attapulgite vengono già utilizzati nelle terapie di vari disturbi, tuttavia numerosi dei loro effetti hanno un meccanismo d’azione ignoto. È importante studiare a fondo e capire pienamente il meccanismo d’azione delle zeoliti in modo da confermare pienamente le proprietà terapeutiche del minerale, sfruttando al meglio le proprietà benefiche del minerale sull’organismo.

 

Bibliografia

– Haidouti C. (1997). Inactivation of mercury in contaminated soils using natural zeolites. Sci Total Environ 1997 Dec 3;208(1-2):105-9.

– Lamprecht M, Bogner S, Steinbauer K, Schuetz B, Greilberger JF, Leber B, Wagner B, Zinser E, Petek T, Wallner-Liebmann S, Oberwinkler T, Bachl N, Schippinger G. (2015). Effects of zeolite supplementation on parameters of intestinal barrier integrity, inflammation, redoxbiology and performance in aerobically trained subjects. J Int Soc Sports Nutr. 2015 Oct 20; 12:40.

– Laurino C, Palmieri B. (2015); Zeolite: “The magic stone”; main nutritional, environmental, experimental and clinical fields of application. Nutr Hosp. 2015 Aug 1;32(2):573-81.

– Liu CH, Lo KV. (2001) Ammonia removal from compost leachate using zeolite. II. A study using continuous flow packed columns. Journal of environmental science and health Part B, Pesticides, food contaminants, and agricultural wastes 2001 Sep;36(5):667-75.

– Montinaro M, Uberti D, Maccarinelli G, Bonini SA, Ferrari-Toninelli G, Memo M. (2013). Dietary zeolite supplementation reduces oxidative damage and plaque generation in the brain of an Alzheimer’s disease mouse model. Life sciences 2013 May 20;92(17-19):903-10.

– Nistiar F, Hrusovsky J, Mojzis J, Mizik P. (1984). Distribution of dichlorvos in the rat and the effect of clinoptilolite on poisoning. Veterinarni medicina 1984 Nov;29(11):689-98.

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