Alimentazione, Patologie

Pauling: lo zucchero (saccarosio) non è solo dolce, ma è altamente dannoso

Pauling - saccarosio - copertina

Lo zucchero o, per meglio dire, il saccarosio è uno degli alimenti più popolari ed utilizzati in cucina, tanto che si stima, solo in Italia, ne vengano consumate 1 milione e  650mila tonnellate all’anno. 

Tuttavia, il saccarosio è tanto popolare quanto pericoloso per la nostra salute. Se è ormai noto il rischio che il consumo di zucchero rappresenta per alcune problematiche come le carie e il diabete, molti forse non sanno che esistono diversi studi che mettono in guardia contro i pericoli che lo zucchero presenta in termini di malattie coronariche.

Uno dei primi ad evidenziare questa correlazione è stato Linus Pauling, nel suo libro Come vivere più a lungo e sentirsi meglio. Nelle prossime righe, cercheremo pertanto di mettere in luce le conclusioni a cui giunge Pauling ed alcuni consigli pratici per ridurre il consumo quotidiano di saccarosio.

Le malattie cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari sono state da tempo associate alla presenza nel sangue di un’eccessiva quantità di grassi. La logica conseguenza di questa associazione è che un’alta concentrazione di grassi del sangue sia dovuta all’assunzione di grassi. 

Numerosi studi e ricerche si sono pertanto concentrati nel dimostrare la correlazione tra un’alta concentrazione di grassi nel sangue ed il tasso di mortalità per malattie cardiovascolari. Pauling ci fa però notare che, secondo uno studio di John Yudkin, in quegli stessi paesi presi a campione da studi mirati, come, ad esempio, quello di Ancel Keys, la quantità di saccarosio consumato supera di gran lunga quella dei grassi. Il colpevole potrebbe perciò non essere quello che pensavamo.

A supporto di questa tesi, Yudkin porta alcuni studi che mettono in relazione il consumo di zucchero con il tasso di mortalità per malattie coronariche, il primo dei quali condotto in 15 paesi. I risultati mostrati sono quantomeno interessanti. Eccoli, attraverso le parole di Pauling: 

Il tasso di mortalità su 100.000 persone aumenta costantemente da 60, in seguito a un’assunzione di 9 kg. di zucchero all’anno, a 300, per un’assunzione di 54 kg. all’anno, e quindi, molto più bruscamente, a 750 per 77 kg. di zucchero all’anno.

Altri due studi condotti da Yudkin si sono infine concentrati sulle quantità di zucchero assunte mediamente al giorno. I soggetti dello studio erano 65 pazienti ricoverati in ospedale per infarto del miocardio o malattie delle arterie periferiche e 58 pazienti, alcuni sani, altri affetti da malattie non correlate. Tutti nella fascia d’età 45-65.

I risultati ottenuti mostrano come i primi assumessero un quantitativo di saccarosio quasi doppio rispetto ai secondi, dimostrando un rapporto di causalità tra l’assunzione di saccarosio e le malattie cardiovascolari.

 Il saccarosio alza il colesterolo

Per fare credibilità a questa tesi non è però sufficiente mettere in evidenza dati statistici, ma è invece necessario dare una spiegazione al fenomeno. Perché allora il saccarosio sarebbe responsabile di malattie coronariche? 

A tal proposito, Pauling scomoda studi che dimostrano come il saccarosio contribuisca ad aumentare il colesterolo nel sangue, come quello effettuato da Milton Winitz nel 1964: Effects of dietary carbohydrate on serum cholesterol levels

Il saccarosio ingerito, infatti, si scinde in glucosio e fruttosio, il primo dei quali viene assorbito direttamente dalle cellule del nostro organismo per generare energia. Tutt’altra storia invece, per quanto riguarda il fruttosio. Il fruttosio viene lavorato dal fegato, il quale lo trasforma in glucosio a rilascio lento. Questo  processo vede però anche la produzione di acetato, il precursore del colesterolo. 

Gli esperimenti effettuati al riguardo (vedi Milton Winitz) si sono svolti con modalità simili tra loro: un gruppo di individui è stato sottoposto ad un periodo di dieta controllata, in cui venivano somministrate loro quantità prima crescenti, poi decrescenti di saccarosio. I risultati hanno confermato la stretta correlazione tra grandi quantità di saccarosio ingerite ed alti livelli di colesterolo.

Come ridurre il saccarosio quotidiano

Secondo Pauling:

La dieta ordinaria, in cui il 20 per cento delle energie derivanti dal cibo proviene dal saccarosio, corrisponde a una sua assunzione media di 125 g. al giorno o 45 kg. all’anno. Ridurre questa dose alla metà comporta un grande miglioramento nella salute, e diminuisce la probabilità di ammalarsi di cuore e di soffrire di altri mali, abbassando il tasso di colesterolo nel sangue e rafforzando i naturali meccanismi di difesa dell’organismo.

Ecco allora alcuni consigli utili per ridurre il saccarosio che assumiamo ogni giorno:

  1. Evitate di zuccherare il caffè ed il thé. Un cucchiaino di zucchero corrisponde a circa 9 grammi di zucchero che, se moltiplicato per 3-4 caffé al giorno, si traduce in 30 – 35 grammi di saccarosio che possiamo evitare ogni giorno. 
  2. Attenzione ai prodotti molto zuccherati. Qui Pauling fa riferimento ai soli cereali per la colazione, ma noi ci sentiamo di allargare l’avvertimento a tutti quei prodotti raffinati e confezionati che contengono alte concentrazioni di zucchero. Insomma, controllate gli ingredienti dei prodotti che acquistate. 
  3. Riducete il consumo di bevande zuccherate. Le bibite gasate che tanto ci piacciono contengono enormi quantità di saccarosio e non contribuiscono a toglierci la sete, anzi, la aumentano. Meglio della sana acqua. 
  4. Dolcificanti artificiali. Su questo argomento abbiamo già speso diverse parole in questo articolo
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Commenti

  1. Matteo ha detto:

    Il tè e il caffè sono problematici per moltissime persone che invece non avendo predisposizione per il diabete hanno molti meno problemi assumendo lo zucchero in grande quantità. Poi mi viene da ridere perché i cereali sui quali uno deve mettere o non mettere lo zucchero sono il male assoluto. Noi non dovremmo utilizzare niente che derivi dal grano. Gli unici animali granivori sono gli uccelli non si capisce perché noi dobbiamo intestardirci come dei fessi a mangiare farine di questi grani modificati. Lo stesso concetto di pane nella storia è frainteso perché persino nella Bibbia è specificato che la composizione prevalentemente è di legumi dove il grano è solo un legante cioè. Il grano dell’epoca che non ha niente a che vedere con questa roba ipertecnologica che ora si produce con quantità di glutine pazzesche. Il metabolismo dello zucchero richiede minerali e vitamine se queste vengono assunte e c’è un minimo di dispendio calorico lo zucchero non produce infiammazione ne danni. Inoltre notate che togliendo lo zucchero l’aspetto delle persone peggiora perché aumentano le rughe e non parlo di dimagrimento. Per avere un corpo definito probabilmente occorre massa muscolare e assenza di zuccheri per avere invece un corpo normale tonico e giovanile lo zucchero è consigliabile perché migliora l’aspetto della pelle conferendo una morbidezza giovanile anche in assenza di accumuli adiposi localizzati perché sono i cereali che fanno ingrassare prevalentemente. Di bistecche e caramelle a mezzo chilo al giorno sono dimagrito parecchio e molti disturbi articolari sono scomparsi.

    1. BiolineIntegratori ha detto:

      Gentile Matteo, ringraziamo per aver rilasciato qui la sua opinione. Il nostro articolo è un estratto di quanto pubblicato da Linus Pauling, premiato a livello internazionale con prestigiosi premi e onorificenze, nonché un premio Nobel per la chimica e un premio Nobel per la pace. Un cordiale saluto

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