2016-06-13 11:28:28

Disfunzione erettile

La disfunzione erettile è una delle principali patologie urogenitali del paziente maschio: un riassunto delle cause e dei fattori di rischio.

 

La disfunzione erettile (DE) e l’iperplasia prostatica benigna (IPB), sono le due principali patologie urogenitali del paziente maschio adulto e dell’anziano.

La DE è un problema comune che affligge il 52% degli uomini fra i 40 ed i 70 anni, secondo lo studio epidemiologico americano Massachussetts Male Aging Study, ma viene affrontato solo dal 10% di coloro che ne soffrono. La disfunzione erettile è l’impossibilità del maschio di raggiungere o mantenere un’erezione sufficiente a condurre un rapporto sessuale soddisfacente. I problemi di disfunzione erettile possono compromettere le relazioni coniugali o sessuali in atto ed essere la causa di matrimoni non consumati e di sterilità, per questo è importante affrontarli e risolverli con opportune terapie.

Esistono molte cure per affrontare il problema, il primo passo però è quello di individuare l’origine dalla disfunzione, ovvero definire una causa.

L’origine della disfunzione può essere di natura psicologica (es: ansia da prestazione) oppure di natura organica (es: trauma fisico ai genitali). Di solito, quando ci si trova di fronte un esordio improvviso, in assenza di comorbilità o trauma, associato alla presenza di erezioni spontanee mattutine, è più probabile un’origine sociale o psicologica mentre quando l’esordio è graduale e progressivo è molto probabile che alla base della disfunzione erettile ci sia una causa organica.

Tra le cure farmacologiche disponibili gli inibitori delle fosfodiesterasi 5 (PDE5) come sildenafil (Viagra®), tadalafil (Cialis®), vardenafil (Levitra®) e avanafil (Spedra®) sono i farmaci maggiormente impiegati. Questi farmaci vanno assunti sotto stretto controllo medico e non sono esenti da effetti collaterali importanti, possono essere acquistati in farmacia esibendo una ricetta medica.

Altri rimedi sono integratori alimentari a base dell’aminoacido arginina, un precursore del monossido di azoto (NO), un potente agente vasodilatante che favorisce l’erezione. Oltre all’arginina altri precursori del NO sono l’aminoacido citrullina o arginina alfa-ketoglutarato (AKG), reperibili in commercio in compresse o polvere dispersibile in acqua.

Bisogna tuttavia sapere che farmaci e integratori alimentari non hanno alcun effetto afrodisiaco, come spesso si crede assumendo la nota pillola blu (Viagra®); la loro efficacia deve essere accompagnata da stimolazione sessuale ed eccitazione mentale.

Quali sono le cause di disfunzione erettile?

Cause di natura psicologica:

Tra le più comuni cause di natura psicologica della disfunzione erettile vi è l’ansia da prestazione, la quale determina un effetto inibitorio sull’erezione ed è molto frequente tra i giovani alle prime esperienze sessuali.

Il coinvolgimento emotivo ed affettivo nei confronti del partner svolge un ruolo centrale, poiché individui che non riescono ad avere una reazione erettiva con un partner, possono tranquillamente concludere un rapporto sessuale soddisfacente con altri.

La disfunzione erettile può essere secondaria ad altre patologie psichiatriche come ansia e depressione, e si risolve curando il disturbo primario. Tuttavia molti farmaci antidepressivi e antipsicotici influenzano negativamente la capacità di avere un’erezione e quindi la prestazione sessuale. La disfunzione erettile, dovuta a cause di natura psicologica, non è una condizione permanente. La presenza dell’erezione con autoerotismo ed erezione mattutina involontaria escludono una causa organica.

Cause organiche:

La presenza di cause organiche alla base di una disfunzione erettile deve essere diagnosticata dal medico dopo aver escluse tutte le possibili cause di natura psicologica.

La patogenesi della DE può essere così classificata:

- Vascolare: disfunzione endotelio vasale;

- Endocrina: ipogonadismo, iperprolattinemia, sindrome di Cushing, carenza di somatotropina;

- Neurologico: Parkinson, Alzheimer, traumi spinali, neuropatia periferica (diabete);

- Interventi medici: prostatectomia radicale, cistectomia, radioterapia per cancro prostatico;

- Farmaci e sostanze d’abuso: cortisone, psicofarmaci, antipertensivi; l’alcol e la cannabis provocano l’aumento del desiderio sessuale, ma diminuiscono la prestazione sessuale (durata e mantenimento dell’erezione).

Fattori di rischio:

Sono stati infine riconosciuti numerosi fattori di rischio che aumentano la probabilità di insorgenza di una disfunzione erettile tra i quali l'età, il fumo, il consumo cronico di alcol e droghe, la carenza di esercizio fisico, l'ipercolesterolemia, l'obesità ed il diabete.

Poiché la dilatazione dei vasi sanguigni all’interno dei corpi cavernosi del pene è il meccanismo alla base dell’erezione, disfunzioni a carico dell’endotelio vasale provocano una riduzione del rilascio di monossido di azoto (NO), una sostanza con potente azione vasodilatante. L’aterosclerosi è una grave malattia a carico delle pareti dei vasi sanguigni, e rappresenta il primo fattore di rischio di malattie molto diffuse nei paesi industrializzati come infarto al cuore o ictus cerebrale. Alla base del processo aterosclerotico esiste sempre una disfunzione endoteliale, per cui vi è stretta correlazione tra i fattori di rischio dell’aterosclerosi e quelli della disfunzione erettile.

Fisiologia: come avviene un’erezione?

L’innervazione del pene comprende sia nervi autonomi che somatici; l’ossido nitrico (NO) è il mediatore chimico principale dell’erezione e viene rilasciato dall’endotelio (parete dei vasi sanguigni) e dai nervi in seguito ad eccitazione mentale.

Il NO agisce all’interno delle cellule della muscolatura liscia delle arteriole dei corpi cavernosi del pene, stimolando la produzione di guanosina monofosfato ciclica (cGMP), responsabile del rilassamento della muscolatura liscia e quindi vasodilatazione.

La vasodilatazione delle arteriole induce sia l’aumento del flusso del sangue al pene che la compressione delle vene, occludendo l’efflusso del sangue venoso; quindi il considerevole aumento di pressione sanguigna all’interno dei corpi cavernosi del pene provoca l’erezione.

Le fosfodiesterasi, in particolare quelle di tipo 5 (PDE5), sono invece enzimi che inibiscono l’azione della cGMP determinando la perdita dell’erezione .

Gli inibitori PDE5 (come ad esempio il Viagra®) e farmaci simili bloccano l’azione delle PDE5, aumentando la sopravvivenza e quindi l’azione vasodilatante della cGMP.

Ruolo fondamentale del monossido di azoto (NO)

Il NO è una molecola abbastanza ubiquitaria nell’organismo, ed è prodotta a partire dall’aminoacido arginina attraverso una reazione biochimica catalizzata dall’enzima ossido nitrico sintetasi (NOS) (Fig.1).

Fig.1 – Sintesi dell’NO a partire dall’arginina

 

Nell’organismo l’NO svolge numerose funzioni come messaggero chimico: il suo ruolo è riconosciuto a livello cerebrale (apprendimento e memoria), gastrointestinale (modulazione della secrezione e della motilità), respiratorio (controllo della muscolatura liscia dei bronchi), renale (regolazione del flusso ematico al rene). Il suo ruolo preminente tuttavia si esplica a livello del sistema cardiovascolare provocando il rilassamento della muscolatura liscia delle arterie (vasodilatazione), riduzione dell’aggregazione piastrinica e dell’adesività dei leucociti alle pareti dei vasi. Il rilascio di NO da parte delle cellule endoteliali delle arterie del pene provoca l’erezione.

Dopo che l’NO ha agito viene trasformato in una serie di derivati come nitriti e nitrati che vengono eliminati dall’organismo attraverso le urine.